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Muffin con farina di castagne e uva fragola

Ci riprovo con la farina di castagne, dopo i tortelli è l’ora di provare i muffin. L’abbinamento con l’uva mi è venuto naturale. Ma potrebbe essere sostituita anche da mirtilli, uva spina o ribes. Tieni conto che la farina di castagne è leggermente dolce, quindi l’abbinamento con un frutto un po’ asprigno ci sta bene.

Questi muffin sono ottimi per la prima colazione, ma anche per accompagnare il te pomeridiano, io li proverei con un te al bergamotto o un infuso di frutti rossi, ma anche con il te verde. Ho usato stampi singoli in silicone per i muffin, ma nulla vieta che si può provare anche un singolo dolce, per esempio in uno stampo da plumcake. La quantità basta per 6 muffiti grandi. La consistenza è soffice e leggera.

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Flan bretone alle mele cotogne

La ricetta di oggi è dedicata all’amata Bretagna. Durante il viaggio dell’anno scorso ho acquistato un piccolo ricettario sui dolci, di quelli che si trovano nei negozi di souvenir. Hanno tutti un aspetto fantastico, spero di riuscire a provarne altri. Ovviamente il filo conduttore è il burro, in grandi quantità! Quindi non sono proprio da fare tutti i giorni.

Comunque ho seguito le dosi, l’unica variante che mi sono concessa è il tipo di mele. Puoi usare anche le renette o le mele annurche, o comunque una varietà leggermente acidula. Il contrasto serve anche a smorzare il burro. Io ho usato la mela cotogna, dopo aver preparato la marmellata, dovevo smaltirne altre. Lo sapevi che la mela cotogna è il frutto più antico conosciuto? Era coltivato già dai Babilonesi.

Non è ottimale da usare cruda, risulta molto dura e poco dolce. Ma una leggera cottura ne sprigiona gli zuccheri e il profumo. Ho provato ad usarla anche nella classica torta di mele e ti assicuro che è un portento. Il suo alto contenuto di pectina aiuta anche l’addensarsi delle marmellate, ne basta un quarto.

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Tiramisù al Varnelli con savoiardi fatti in casa

Nel post di oggi affrontiamo un classico della pasticceria italiana. Ne esistono infinite versioni, ognuno in famiglia lo prepara con la sua ricetta preferita. C’è chi lo vuole molto inzuppato, chi lo preferisce asciutto con poco caffè, chi invece lo prepara con biscotti diversi dai savoiardi.

Questa è la mia personale versione aromatizzata al Varnelli, un liquore secco all’anice che ho scoperto qui nelle Marche. La morte sua è con il caffè, allora mi sono detta che sarebbe stato perfetto nel tiramisù! Così mi sono sacrificata per collaudare l’abbinamento, la ricetta funziona anche senza.

Stavolta mi sono cimentata anche nella preparazione dei savoiardi, che in realtà sembrano biscotti semplicissimi e invece non lo sono affatto. Prima di raggiungere un risultato decente e fotografabile ne è passato di tempo. Il composto dovrebbe risultare spumoso, ma nello stesso tempo sodo da riuscire a stare in piedi. Io ci ho provato e la prima volta è stato un vero disastro, il sapore era buonissimo per carità, ma sembravano lingue di gatto più che savoiardi. Ho dovuto rinunciare anche alla farina e allo zucchero integrali, non sono utilizzabili in un biscotto che deve risultare così spumoso, ma prima o poi ci riuscirò, non demordo.

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Gratin di ricotta con ciliege e mirtilli

Ci voleva proprio un bel dolcino oggi. In questi primi pomeriggi d’estate immagino di essere in un bel giardino profumato, con una leggera brezza, sorseggiando un te alla menta o un infuso di karkadè. E cosa c’è di meglio di un dolce con la frutta, semplice e veloce.

La consistenza ricorda quella del clafoutis. L’ho provato anche variando qualche ingrediente e funziona sempre. Potete omettere la farina per una consistenza più morbida, sostituire la ricotta con lo yogurt bianco o alla frutta per una versione più leggera e sostituire la frutta con more, lamponi, ribes o altri frutti di bosco. Questa volta ho optato per le monoporzioni, ma va benissimo anche una teglia unica.

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Crostata integrale di crusca con composta di kiwi e copertura di mandorle

Mi piacciono molto i kiwi, a differenza di P. che li ritiene un tipo di frutta anni ’80. Ma credo sia solo una scusa per non mangiarli. Questo dolce non è da annoverare tra i suoi preferiti, soprattutto perchè non ha nemmeno uno strato di cioccolata!

A parte i suoi commenti, è molto semplice da preparare e si può considerare a metà strada tra una cheescake e una crostata. La base è composta da fiocchi d’avena e crusca di farro, per una resa molto rustica e salutare. La composta può essere sostituita con la marmellata, anche di altra frutta, e la copertura è molto simile a quella della mia torta al limone preferita.

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